Adorazione Dio è Amore e Padre misericordioso 27 marzo 2025

Parrocchia S. Maria degli Angeli – Nocera Superiore Adorazione Eucaristica III domenica Anno C Dio è Amore…

Parrocchia S. Maria degli Angeli – Nocera Superiore
Adorazione Eucaristica III domenica Anno C

Dio è Amore e Padre misericordioso

  1. Dio non è un essere senza volto e senza nome, bensì un padre amorevole e misericordioso, che dà senso alla nostra contingenza, alla nostra individualità. Dio è padre per ciascuno di noi e il suo sguardo riposa su ciascuno come se ogni persona fosse unica. Ognuno di noi, per Dio, è il capolavoro della creazione.
  2. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. T. Amen Canto
Rientrate nel vostro cuore! Dove volete andare lontano da voi Perché vi mettete su strade deserte Rientrate dal vostro vagabondaggio che vi ha portato fuori strada; ritornate al Signore. Egli è pronto. Prima rientra nel tuo cuore, tu che sei diventato estraneo a te stesso a forza di vagabondare fuori: non conosci te stesso, e cerchi colui che ti ha creato Torna, torna al cuore. Agostino d’ Ippona,

Dal Vangelo Lc 15,1-3.11-32 In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: “Costui riceve i peccatori e mangia con loro”. Allora egli disse loro questa parabola: “Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano, il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si indignò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. Parola del Signore

Tutti: Dove lo troviamo, Gesù, un padre come questo: che attende questo figlio ed è pronto a corrergli incontro, anche se si presenta scalzo e lacero, anche se ha bruciato in poco tempo metà del patrimonio? Che fa festa al figlio che torna, perché l’ha potuto riavere, che lo reintegra nella sua condizione, dopo tutto quello che ha fatto? Crea in noi, Signore, il silenzio per ascoltare la tua voce, penetra nei nostri cuori con la spada della tua Parola, perché alla luce della tua sapienza, possiamo valutare le cose terrene ed eterne, e diventare   liberi e poveri per il tuo regno, testimoniando al mondo che tu sei vivo in mezzo a noi   come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Amen

Adorazione silenziosa – canto

 

  1. G. Oggi il vangelo si apre con lo scandalo di chi vede Gesù “contaminarsi” coi peccatori, cioè di chi giudica Iddio troppo buono, tollerante, misericordioso, che lascia correre troppo il male nel mondo, che lascia crescere assieme al buon grano la zizzania.

1L Dice sant’Agostino che Dio ama ciascuno come se fosse l’unico. Nessuno deve sentirsi mai abbandonato da Dio, mai perduto: è Lui che prende l’iniziativa di cercarci e di seminare il nostro cammino di stimoli per il nostro ritorno. Quando si vede ritornare il figlio…il padre non capisce più niente dalla gioia. Questa della gioia di Dio nel perdonare è il nocciolo più originale del messaggio biblico-cristiano. Altri annunciano di Dio la potenza, altri la giustizia…: noi cristiani annunciamo che la potenza di Dio è l’amore e la misericordia, che egli sa vincere il male col bene.

2L Ma si fa festa…per un peccatore pentito. Questo è un punto da chiarire. Dio è misericordioso verso tutti, ma verso tutti quelli che lo vogliono, quelli cioè che si aprono a lui con sincerità di cuore. Gesù non ha mai sottovalutato la gravità del peccato. Se qui si parla della misericordia, si parla anche di conversione, di un figlio ritrovato perché pentito. Anzi il messaggio dell’amore del Padre è proprio per dar confidenza al ritorno del peccatore. Troppo Iddio è rispettoso della nostra libertà e dignità, e quindi della nostra parte da fare nel processo della salvezza!

Sal 33 Tutti: Il Signore è vicino a chi lo cerca

Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore, ascoltino gli umili e si rallegrino. Tutti: Il Signore è vicino a chi lo cerca

Celebrate con me il Signore, esaltiamo insieme il suo nome. Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato. Tutti: Il Signore è vicino a chi lo cerca

Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti. Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce. Tutti: Il Signore è vicino a chi lo cerca

Adorazione silenziosa – canto

 

  1. E’ iniziata l’epoca del perdono: non è più lecito mormorare. Alla svolta del Dio misericordioso deve seguire la svolta del cuore tollerante.

3L L’atteggiamento del figlio maggiore che non accoglie l’altro come fratello e giudica la troppa bontà del padre, è stigmatizzata da Gesù nella finale della parabola. E’ l’arroganza del “giusto” che non capisce più la preziosità del perdono e la generosa larghezza del cuore di Dio. E’ sempre la pretesa del fariseo di “meritare” qualcosa davanti a Dio, e quindi di vantare pretese più degli altri! Ma Dio non fa torto a nessuno: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo”.

4L Il fratello maggiore osserva la legge, ma manca dell’amore fraterno. La rabbia e la paura del giusto è che così vada tutto a rotoli! Di fronte al padre, se al secondo è richiesto l’amore fraterno, al primo, il figlio minore, è richiesta conversione. In fondo la conversione è sull’idea che si ha di Dio: il figlio minore pensa di essere schiavo nella casa del padre, e parte alla ricerca di una felicità che poi si dimostrerà fasulla e deludente, ritornando al vecchio padre, unico portatore di vita autentica; il secondo ha del padre l’idea di un padrone da servire, cui avanzare le pretese per i propri atti di obbedienza e giustizia..!

Tutti: Mi guardo intorno, Gesù, e comprendo che quel banchetto è qui: ci sei tu e noi peccatori, spesso — appena fuori del tempio — pronti a sciupare i doni della vita o, pur rimanendoti vicino, col cuore duro incapace di gioire. Quanti giudizi sul prossimo, Signore; quante condanne inappellabili. Ma tu non ti scoraggi: attendi il ritorno dei lontani; corri incontro a chi accenna un pentimento, preghi ognuno perché, imparando ad amare, viva la tua gioia. Sei un folle d’amore, o mio Dio. Rendimi folle con te! Rendici, Signore, i figli autentici, capaci di perdono e di misericordia. Amen

Adorazione silenziosa – canto

 

  1. Gesù si aspetta la conversione da ciascuno di noi: si tratta di riconoscerci peccatori. La peggiore cosa che possa capitarci è di crederci “giusti”, cioè di essere contenti di noi stessi, di non avere nulla da rimproverarci: perché noi ci allontaneremmo irrimediabilmente, dal nostro Dio di misericordia. I nostri peccati non saranno mai un ostacolo alla nostra unione con Dio, se noi saremo dei poveri peccatori, cioè dei peccatori penitenti, umili, che non si affidano alle proprie forze, ma alla misericordia di Dio.

Tutti: “Mi leverò e andrò da mio Padre”. Liberaci, Signore, dall’orgoglio della vita che ci impedisce di rialzarci dal fango nel quale il peccato ci ha trascinati. Salvaci dall’accecamento che non riconosce la misericordia nella ostinazione e nell’indurimento del cuore. Ero piegato, abbattuto dalle mie turpi colpe, ero prostrato e rifiutavo la consolazione, ma ti ho sentito e mi alzerò e andrò da mio Padre. Tornerò, sì… tornerò da Lui, ma come uomo nuovo…col capo chino mi presenterò a quel Padre che non ho voluto comprendere e sarò servo, sì, servo di chi ha sempre cercato d’illuminare il mio cammino, di saziare la mia fame, di guidare le mie scelte…

Canto: Tantum Ergo Tantum ergo Sacramentum Veneremur cernui Et antiquum documentum Novo cedat ritui Praestet fides supplementum Sensuum defectui. Genitori Genitoque Laus et jubilatio Salus, honor, virtus quoque Sit et benedictio. Procedenti ab utroque Compar sit laudatio.

V Hai dato loro il pane disceso dal cielo. R Che porta con sé ogni dolcezza.

Preghiamo: Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Acclamazioni: Dio sia benedetto. Benedetto il Suo Santo Nome. Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo. Benedetto il Nome di Gesù. Benedetto il suo Sacratissimo Cuore. Benedetto il suo Preziosissimo Sangue. Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare. Benedetto lo Spirito Santo Paraclito. Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.  Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione. Benedetta la sua gloriosa Assunzione. Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre. Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo. Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi. Canto    

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