Adorazione Eucaristica XXIX Domenica del Tempo Ordinario Anno “B”
G. Essere battezzati significa partecipare esistenzialmente alla morte e risurrezione di Cristo, al suo sacerdozio. In questa…
G. Essere battezzati significa partecipare esistenzialmente alla morte e risurrezione di Cristo, al suo sacerdozio. In questa adorazione invochiamo l’Amore del Signore perché faccia maturare in noi lo spirito di umiltà e di servizio, perché la nostra vita sia ad imitazione di Cristo che, per amore, si è fatto servo di tutti.
G. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. T. Amen Canto – segno:
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,35-45) In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: “Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo”. Egli disse loro: “Cosa volete che io faccia per voi?”. Gli risposero: “Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”. Gesù disse loro: “Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?”. Gli risposero: “Lo possiamo”. E Gesù disse: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato”. All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: “Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”. Parola del Signore
Tutti Dio della pace e del perdono, tu ci hai dato in Cristo un esempio di servizio totale, fino al dono della sua vita; concedi a tutti noi di trovare grazia davanti a te, perché possiamo condividere fino in fondo il calice della tua volontà e vivere un servizio reciproco generoso e fecondo. Invia il tuo Spirito, Signore, perché ci aiuti a leggere la Scrittura. Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce, penetra nei nostri cuori con la spada della tua parola, perché alla luce della tua sapienza possiamo valutare le cose terrene ed eterne, e diventare liberi e poveri per il tuo regno, testimoniando al mondo che tu sei vivo in mezzo a noi
come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Amen
Adorazione silenziosa– canto – segno:
G. La Parola di oggi ci rivolge una domanda: Voi, seguendo Cristo, che cosa vi aspettate? “Cosa volete… per voi”, per la vostra vita? Che cosa chiedete al Maestro? Volete, come Giacomo e Giovanni, successo, il primo posto, comandare, che tutto si svolga secondo i vostri piani, i vostri desideri, la vostra volontà?
1L Ma che cosa chiediamo? Quale Dio supplichiamo che ci aiuti? Spesso non veniamo esauditi perché chiediamo cose che sono all’opposto di quel che è la logica di Dio, si lamenta oggi Gesù!: “Voi non sapete ciò che domandate”. Tutta la vita di Gesù e la sua morte sono state uno scontro con l’idea di un Messia potente e vincitore che gli Ebrei si aspettavano. L’evangelista Matteo formula questo scontro nelle tentazioni al deserto: Gesù sceglie non un messianismo miracolistico, di potere e di prestigio, ma quello di una obbedienza al Padre, di una piena fiducia in Lui, anche contro interessi propri. Questo messianismo del Padre si rivela con la croce.
2L Dicono a Gesù là appeso sulla croce: Scendi dalla croce, fatti vedere un Dio che vince e sbaraglia i nemici! Ma Gesù rimane là per fedeltà al disegno di Dio, che appunto vuole un modo diverso di fare il Messia, e salvare. Naturalmente le attese e le delusioni degli Ebrei sono anche le nostre. Anche noi ci aspettiamo un Dio che deve vincere, vincere per noi, e magari senza troppo nostro scomodo. E’ l’idea mitica di Dio che si scontra però con la realtà di un Dio diverso. Lo sconcerto e lo scandalo sta appunto qui: che Dio vince e salva con la donazione di Sé e l’immolazione: “Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti”.
Tutti: Gesù, aiutaci a comprendere l’amore che ti ha spinto a bere il calice della sofferenza al nostro posto, a immergerti nei flutti del dolore e della morte per strappare dalla morte eterna, noi peccatori. Aiutaci a contemplare, nel tuo estremo abbassamento, l’umiltà di Dio. Infondici nel cuore la carità vera, che ci farà lieti di servire ogni fratello con il dono della nostra vita. Mite Servo sofferente, tu ben conosci le infermità del nostro spirito e le pesanti catene dei nostri peccati: tu che per noi hai versato il tuo sangue, purificaci da ogni colpa! Tu che ora siedi alla destra del Padre, rendici umili servi di tutti! Amen
Adorazione silenziosa– canto – segno:
G. “Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?”. Questa è la posta in gioco seria per chi vuol essere autentico discepolo di Gesù: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”(Mt 17,24)
3L In un modo o nell’altro dobbiamo prendere la nostra croce personale che esprima la nostra identità di figli obbedienti a Dio!, e, come incarnazione e prolungamento (= cioè la nostra missione) l’amore al prossimo, con la medesima gratuità di Gesù, cioè del cuore di Dio! La logica di Dio è l’amore come dono totale di Sé! Gesù ha tradotto nel comando dell’amore questo modo specifico di essergli discepoli: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”(Gv 13,34-35)
4L Un giorno si mise a lavare i piedi ai suoi discepoli, poi disse: “Sapete ciò che vi ho fatto? Se io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho infatti dato l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi”(Gv 13,14-15). Così si capisce anche la logica che deve governare il nuovo ordine fondato da Gesù, quella del servizio: “Fra voi però non è così: ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti”.
Sal 32 Tutti: Donaci, Signore, la tua grazia: in te speriamo.
Retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera. Egli ama il diritto e la giustizia, della sua grazia è piena la terra. Tutti: Donaci, Signore, la tua grazia: in te speriamo.
Ecco, l’occhio del Signore veglia su chi lo teme, su chi spera nella sua grazia, per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame. Tutti: Donaci, Signore, la tua grazia: in te speriamo.
L’anima nostra attende il Signore, egli è nostro aiuto e nostro scudo. Signore, sia su di noi la tua grazia, perché in te speriamo. Tutti: Donaci, Signore, la tua grazia: in te speriamo.
Adorazione silenziosa– canto – segno:
G. Oggi il Signore Gesù, “essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato”, ci incoraggia a seguire le sue orme con fiducia perché solo così parteciperemo della pienezza della sua vita e diventeremo strumento di salvezza nelle mani di Dio a favore degli uomini. “Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?” (Mc 8,36).
Tutti: Signore Dio nostro, distogli i discepoli del Figlio tuo dai cammini facili della popolarità, della gloria a poco prezzo, e portali sulle strade dei poveri e dei flagellati della terra, perché sappiano riconoscere nel loro volto il volto del Maestro e Redentore. Dona occhi per vedere i percorsi possibili alla giustizia e alla solidarietà; orecchi per ascoltare le domande di senso e di salvezza di tanti che cercano come a tastoni; arricchisci il loro cuore di fedeltà generosa e di delicatezza e comprensione: perché si facciano compagni di strada e testimoni veri e sinceri della gloria che splende nel crocifisso risorto e vittorioso. Egli vive e regna glorioso con te, o Padre, nei secoli eterni. Amen
Canto: Tantum Ergo Tantum ergo Sacramentum Veneremur cernui Et antiquum documentum Novo cedat ritui Praestet fides supplementum Sensuum defectui. Genitori Genitoque Laus et jubilatio Salus, honor, virtus quoque Sit et benedictio. Procedenti ab utroque Compar sit laudatio.
V Hai dato loro il pane disceso dal cielo. R Che porta con sé ogni dolcezza.
Preghiamo: Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Acclamazioni: Dio sia benedetto. Benedetto il Suo Santo Nome. Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo. Benedetto il Nome di Gesù. Benedetto il suo Sacratissimo Cuore. Benedetto il suo Preziosissimo Sangue. Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare. Benedetto lo Spirito Santo Paraclito. Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima. Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione. Benedetta la sua gloriosa Assunzione. Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre. Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo. Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.
Canto – Si distribuiscono frasi del vangelo da meditare e mettere in pratica